Canzoni slogan e storie

Da un incontro casuale, con le donne di Settimo Torinese, una bella iniziativa che ripercorre la parole urlate, cantate, scritte dell'UDI e del femminismo degli anni '70 e '80. Un cammino che si conclude con il presente e una mostra che racconta la storia delle donne in Italia.L'appuntamento è per il 12 marzo ore 18.00 www.facebook.com/forumdonnesettimotorinese

Al Quirinale lui no

Udi Romana La Goccia, in quanto associazione di donne, cittadine italiane protagoniste di lotte tenaci, esprime il proprio profondo disagio alla candidatura al Quirinale  di Silvio Berlusconi,  icona del maschilismo  più sfacciato e volgare.Sebbene siano passati anni dal governo Berlusconi, sono purtroppo rimaste celebri feste e cene con donne giovanissime.Sono poi successivi i #metoo e le rotture dei tetti di cristallo da parte delle donne, ma gli esempi che per anni hanno macchiato la politica italiana durante il berlusconismo hanno avuto un grande peso in un patriarcato ancora dominante.La candidatura di Berlusconi presentata dai partiti  del centro destra  è un'offesa alle donne italiane, è un'emergenza democratica, che ci riguarda.Noi come donne, non possiamo sottostare e vogliamo rompere questo silenzio, che ci appare assordante. ​

25 novembre 2021

Quanto inchiostro viene scritto sulla violenza ogni 25 novembre? Quante parole vengono dette? Quante promesse vengono fatte? Il 25 novembre si parla di violenza in ogni aspetto per informare, allertare, prevenire questo fenomeno così subdolo e radicato. Eredità del patriarcato difficile da estirpare.Meno spazio si dà a chi è sopravvissuta al tentato femminicidio. Eh sì perché a volte la brutalità e l’efferatezza non riescono a spezzare le vite delle guerriere, che resistono contro ogni aspettativa.Vogliamo pensare a queste donne incredibili in questo 25 novembre. Donne che ce la fanno, sopravvivono con dolore e mille difficoltà. Donne, la cui storia viene ampliamente approfondita da giornali e media. Donne prese a modello dalle istituzioni con promesse di aiuto.Ma poi dopo tante parole , tutto finisce come una bolla di sapone.Parliamo della storia di Chiara Insidioso, una dolce ragazza di 19 anni brutalmente presa a calci con scarpe antinfortunistiche dall’uomo 35enne con cui era andata a vivere e che si diceva “innamorato” di lei. Un carnefice che ha sfracellato la calotta cranica e l’orecchio di un’ingenua ragazza la cui unica colpa era sta quelle di scegliere di stare con lui. Chiara contro ogni previsione medica, è sopravvissuta all’intervento di ricostruzione in titanio della calotta cranica. Dopo mesi è uscita dal coma. E dopo una troppo breve riabilitazione e logopedia ha iniziato a muovere degli arti. Chiara con la determinazione e la forza della madre Danielle è riuscita dove i dottori avevano detto che non sarebbe arrivata.Poi però è tutto finito. Le promesse delle istituzioni sono sfumate. E ora Chiara è sola presso una struttura per pazienti neurovegetativi. Una struttura non adatta alle sue esigenze, senza riabilitazione e logopedia. L’unico grande e costante stimolo è il suo angelo custode, la mamma.In questo 25 novembre pensiamo a Chiara e alle altre donne che sono diventate invisibili al sistema che avrebbe dovuto e dovrebbe proteggerle e aiutarle.Chiara è un Fiore d’acciaio come sua madre che non si è mai arresa e che ha rinunciato alla sua vita per donarla un’altra volta a sua figlia.Ci sono tanti Fiori d’acciaio in un questo giardino gelido.A Chiara serve aiuto, e come gocce possiamo dare un contributo acquistando il libro che parla della sua storia. I proventi contribuiranno a comprare una carrozzina adatta alle esigenze di Chiara.​

Attacco alla CGIL

L’Udi Romana la Goccia esprime la più convinta e profonda solidarietà alla CGIL per l’attacco e la vandalizzazione di ieri alla sua sede nazionale, che evocano fortemente le azioni dello squadrismo fascista degli anni 20 del Novecento , gli incendi e le distruzioni delle Leghe e delle Case del Popolo. La rivendicazione dell’attacco, partito dalla manifestazione No vax contro la presunta dittatura sanitaria vaccinale, è dichiaratamente della organizzazione neofascista Forza Nuova e dei suoi dirigenti.Per questo chiediamo con forza il suo scioglimento così come quello di altre organizzazioni neofasciste e neonaziste.Le aggressioni  nei confronti di un presidio della democrazia come il sindacato non sono tollerabiliCi rivolgiamo, in quanto donne facenti parte di un’associazione nata dalla lotta contro il fascismo  e dalla Resistenza, al Presidente del Consiglio e al Presidente della Repubblica perché appoggino le necessari  iniziative legislative nel rispetto della Costituzione repubblicana.Aderiamo alla manifestazione unitaria antifascista indetta da CGIL CISL UIL  a Roma sabato 16 ottobre.​

Per Martina

Il 7 ottobre c’eravamo anche noi al presidio promosso da Non Una Di Meno Roma per chiedere verità e giustizia per Martina Rossi ed essere vicine a Bruno e Franca, i suoi coraggiosi e tenaci genitori. Dieci anni fa Martina moriva a venti anni precipitando da un balcone di un hotel di Palma de Maiorca per sfuggire ad un tentativo di stupro da parte di Lorenzo Vanneschi e Alessandro Albertoni. In Spagna si parlò subito di suicidio. Da allora Bruno e Franca, convinti di ritrovarsi di fronte ad una tragedia in cui era chiaramente da escludersi il suicidio, iniziarono un lungo calvario perché fosse riconosciuta la verità dei fatti.E’ bene ricordare brevemente questo travagliato iter giudiziario. La prima sentenza risale al dicembre del 2018 quando il tribunale di Arezzo condannò Albertoni e Vanneschi a sei anni di reclusione ciascuno per tentata violenza sessuale e per la morte come conseguenza, verdetto impugnato poi dalla difesa e ribaltato dalla Corte di Appello di Firenze che il 9 giugno del 2020 assolse i due imputati. In un nuovo processo di appello nel gennaio del 2021 fu demolita la sentenza di secondo grado, ma purtroppo nel frattempo il reato di morte come conseguenza era già andato prescritto. Durante l’udienza in Cassazione del 26 agosto a Roma si decise un rinvio assecondando il tentativo della difesa di arrivare alla prescrizione. Il 7 ottobre, pochi giorni prima della prescrizione del reato, è stato emesso il verdetto che finalmente condanna entrambi gli accusati a “soli” tre anni di carcere. Questo risultato è stato comunque accolto con soddisfazione dai genitori di Martina - che salutiamo con ammirazione e affetto- e da quanti e quante sono state vicini al loro dolore e alla loro ostinata volontà di restituire dignità e verità alla loro unica e amatissima figlia. Ci sono voluti ben 10 anni tra rinvii, tentativi di colpevolizzazione della vittima, strategie per la prescrizione dei reati! Noi siamo convinte che la giustizia debba avere tempi più rapidi e che la violenza sulle donne non possa e non debba mai andare in prescrizione.La nostra appena conclusa mostra nazionale “Oltre Dafne, fermare Apollo” ci ha ricordato come il consenso della ninfa Dafne, costretta a trasformarsi in un albero di alloro, non fu nemmeno considerato da Apollo, di come il dio approfittò  del suo potere e di come si appropriò dell’alloro: una strategia che da millenni si ripete. Noi vogliamo che i nostri no non vengano mai ignorati, vogliamo essere rispettate e desideriamo fortemente restare vive. Chiediamo e pretendiamo giustizia per tutte le donne abusate, violentate, uccise. Lo chiediamo con decisione da tempo, da quel lontano 1979 quando, insieme a tutto il femminismo italiano, raccogliemmo le 300.000 firme su una proposta di legge delle donne contro lo stupro, per rivendicare per tutte il diritto all’inviolabilità del corpo e della mente. Sempre e ovunque.​

...
...

 udiromanalagoccia@gmail.com